Rondò-Torretta, Valore Sesto: «Basta spot e slogan. La sicurezza non si governa con i post»
Servono controlli, presidio del territorio e un vero progetto di rinascita del quartiere.
Risse, furti, spaccio, degrado e una crescente percezione di insicurezza sono problemi che i cittadini di Rondò-Torretta segnalano ormai da tempo. Una realtà che non può essere cancellata attraverso post, video, spot e slogan.
«Questa Amministrazione sembra ormai andare avanti soprattutto con gli spot e con gli slogan – dichiara Paolo Vino, candidato sindaco e portavoce di Valore Sesto –. Ma gli spot non risolvono i problemi e gli slogan non rendono più sicuri i quartieri. Quando la comunicazione politica prende il posto delle risposte concrete, a rimetterci è l’intera città».
Al di là delle posizioni politiche, riteniamo che un amministratore pubblico debba contribuire a riportare equilibrio e responsabilità nel dibattito, non alimentare ulteriormente lo scontro. I cittadini hanno bisogno di istituzioni che affrontino i problemi, non di amministratori che si sfidano a colpi di slogan sui social.
La domanda dovrebbe essere un’altra: con gli strumenti disponibili, cosa è stato fatto in questi dieci anni e con quali risultati? Sulla recente sospensione temporanea di due esercizi commerciali il punto vero è capire perché, nonostante le continue segnalazioni dei cittadini, ci si trovi ancora a discutere degli stessi problemi.
A questo si aggiunge l’ennesimo grave episodio avvenuto al Rondò, con una violenta lite e l’utilizzo di machete. «Siamo arrivati a un punto in cui non è più possibile minimizzare. La sicurezza è un diritto. Dove esistono problemi servono presenza, controlli e risposte concrete».
Per Valore Sesto servono controlli, presenza costante della Polizia Locale e collaborazione con tutte le Forze dell’Ordine. I cittadini devono tornare a percepire concretamente la presenza delle istituzioni nei luoghi più problematici. Non bastano interventi occasionali: serve continuità.
Ma la sicurezza passa anche dalla riqualificazione: commercio, servizi, socialità e recupero degli spazi. In questo quadro Valore Sesto richiama anche il futuro dell’ex cinema Elena e chiede che le trasformazioni urbanistiche siano valutate pensando prima di tutto all’interesse collettivo, alla qualità della vita e alle esigenze dei residenti.
«Il tempo delle promesse, degli spot e delle minimizzazioni è finito – conclude Paolo Vino –. Sesto San Giovanni non ha bisogno di una guerra sui social né di slogan ad effetto. Ha bisogno di un’Amministrazione capace di assumersi responsabilità, ascoltare i cittadini e affrontare i problemi».
